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Arte romanica pugliese

La Puglia è terra romanica per eccellenza: ecco un viaggio tra le superbe cattedrali che sfoggiano ancora intatto un antico splendore

Arte romanica pugliese

L'età romanica ha prodotto in Puglia sicuramente i suoi frutti migliori. Dalla Capitanata fin giù al Salento, passando per la provincia di Bari, un ricco fermento ha portato alla costruzione di numerosissimi edifici sacri - spiccano naturalmente le chiese baresi come punto di riferimento - creando una meravigliosa e articolata costellazione che merita assolutamente di essere visitata e conosciuta.

La prima visita è quasi una tappa obbligata. Stiamo parlando del Santuario di San Michele a Monte S. Angelo, in provincia di Foggia. La presenza della Grotta dove apparve l'Arcangelo tra il 490 e il 493 d. C. - uno dei quattro luoghi più sacri al mondo, meta finale della Via Sacra Langobarodorum e di continui pellegrinaggi di umili e di potenti a partire dall'Alto Medioevo - ha fatto acquisire al promontorio garganico l'appellativo di Montagna Sacra.

Monte S. Angelo - il comune più alto del Gargano - si raggiunge agevolmente percorrendo la SS 89/b, dopo aver percorso la SS 89 che Foggia porta a Manfredonia. Quando si giunge al bivio, in prossimità proprio di Manfredonia, prendere la direzione per Mattinata e Monte S. Angelo. Il Santuario di San Michele Arcangelo fu costruito nel XIII secolo da Carlo I d'Angiò: non bisogna aspettarsi una costruzione imponente e massiccia, ma un aspetto più essenziale, quasi scarno, al pari della nuda grotta cui si accede attraverso l'aula interna. Nella grotta si trova un altare e una statua realizzata da Andrea Sansovino che raffigura l'Arcangelo, mentre l'altare della Madonna risale al XI-XII secolo.

Meritano una particolare attenzione le Cripte, ambienti risalenti all'età longobarda, scoperti grazie agli scavi effettuati negli anni 1949-1960. Utilizzati un tempo come accesso alla grotta, riportano numerose iscrizioni lungo le pareti che testimoniano il notevole afflusso dei pellegrini provenienti da tutta Europa fin dall'epoca longobarda. Sono lunghe circa 60 metri e si sviluppano proprio sotto il pavimento della Basilica. Questi ambienti sono stati separati definitivamente dalla sacra grotta verso gli anni 1270-1275, quando gli Angioini, con le nuove costruzioni, diedero al Santuario l'assetto attuale, sacrificando le precedenti opere innalzate in onore di San Michele Arcangelo.

Altri due autentici capolavori da ammirare sono l'Abbazia di Pulsano, poco fuori del centro abitato di Monte S. Angelo, e la chiesa di S. Maria Maggiore.

Scendendo a sud, verso l'altopiano delle Murge, dopo aver percorso la piana del Tavoliere si giunge a Canosa. Il modo più comodo per effettuare questo percorso è certamente l'autostrada A14. A Canosa, che è uno dei centri archeologici più importanti di tutta la Puglia, si trova la Basilica di San Sabino, edificata proprio in età longobarda per volontà del duca Arechi II. Inizialmente era stata dedicata ai Santi Giovanni e Paolo.
Chiaro esempio di stile romanico-bizantino, presenta una pianta a croce latina, coperta da cinque cupole basse a vela e un'abside che riceve la luce da tre finestre: quella centrale è ricoperta da una vetrata che raffigura il patrono. La Cattedrale giace a tre metri al di sotto della piazza dalla quale si accede. La storia della basilica canosina è ricca dei contrasti, delle sovrapposizioni - nonché dei danni provocati dal terremoto del 1851 - che si sono registrati nei secoli. Per molto tempo è rimasta fuori dei circuiti culturali e turistici, surclassata dalla notorietà guadagnata nel frattempo dalle vicine cattedrali di Trani, Barletta, Giovinazzo e Bari, poco valorizzata anche dall'ambiente che la circonda.

Parlando di tappe obbligate, non si può omettere quella di Trani, dove si trova forse l'edificio più emblematico del romanico pugliese, la Cattedrale eretta in onore di S. Nicola Pellegrino. È una Cattedrale maestosa, imponente, non solo per le notevoli dimensioni, ma anche per l'intensità che è capace di trasmettere. La facciata di bianca pietra calcarea si arricchisce di mille riflessi alla luce del sole, la vicinanza del mare, la suggestione del contesto urbanistico in cui è collocata ne fanno una delle tappe principali dei tour in Puglia.

La costruzione viene collocata presumibilmente tra il 1159 e il 1186, mentre i lavori di costruzione del bellissimo campanile - alto m. 58,90 - iniziarono nel XIII secolo e si protrassero per più di un secolo. L'accesso all'interno della chiesa è possibile attraverso una porta aperta nella fiancata sud, da cui si accede poi alla chiesa di S. Maria. Una testimonianza dello splendore che caratterizzò in passato questo edificio è ciò che resta del pavimento musivo nell'area dell'altare maggiore.

Sempre a Trani, da non dimenticare le chiese della SS. Trinità, di S. Andrea e la chiesetta di Ognissanti, quest'ultima da cercare nel dedalo di stradine della zona del porto vecchio, di fronte alla darsena. La sua particolarità è l'aver ancora conservato un caratteristico elemento architettonico dell'età romanica, ossia un portico che precede la facciata, strettamente collegato agli edifici che fiancheggiano la strada, che ne nasconde in parte la visuale. Venne costruita nella prima metà del XII secolo nel cortile dell'Ospitale dei Templari ai quali appartenne fino alla soppressione di quest'ordine nel 1312. Non è certamente un edificio monumentale, e per questo presenta un impianto strutturale più semplice, una pianta rettangolare, divisa in tre navate separate tra loro da colonnati con capitelli di riporto. Il portale maggiore è incorniciato da una fascia scolpita nella cui lunetta sono raffigurati momenti dell'Annunciazione.

Quando si giunge a Otranto, una delle perle dell'Adriatico, tra le località salentine più gettonate, la Cattedrale romanica salta subito agli occhi del turista per la sua bellezza, austerità e semplicità al tempo stesso. Fu eretta nel 1088 - all'indomani della conquista normanna - ed è la più grande tra tutte le Chiese di Puglia, con i suoi 54 metri di lunghezza e 25 di larghezza. Le memorie dell'assedio che subì nel 1480 ad opera dei turchi guidati da Solimano il Magnifico rivivono proprio nella Cattedrale che conserva le reliquie dei martiri, oltre a steli, oggetti e iscrizioni che ricordano quelle atroci sofferenze. Rappresentativa è la Cappella dei Martiri con le ossa e gli scheletri degli 800 trucidati in teche di vetro.

La facciata, a doppio spiovente, presenta un rosone rinascimentale a 16 raggi con fini trafori gotici di forma circolare con transenne convergenti al centro, secondo l'arte gotico-araba della fine del XV secolo. Uno degli elementi di maggiore richiamo è rappresentato, inoltre, dai capitelli figurati, opera di abile maestranza locale, capace di rinnovare le consolidate tecniche, derivate dalla scuola bizantina, fondendole con i modelli occidentali. Qui si ritrovano aquilette ad ali spiegate, uccelli araldici o leoni con criniere sottoposti a recenti interventi di restauro che ne hanno maggiormente esaltato il fascino.

Altri illustri esempi di arte romanica nel Salento sono la chiesa di S. Pietro dei Samari presso Gallipoli e quella dei SS. Nicolò e Cataldo a Lecce.

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